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| No me mires así que siento pudor, by Manuel Antonio Velandia Mora |
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THE ART BELOW CONTENTS ADULT LANGUAGE AND EXPLICIT IMAGES. PLEASE, WE RECOMEND NOT TO SEE IF YOU'RE A CHILD OR A PERSON WITH HIGH MORALS.
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miércoles, 16 de septiembre de 2015
Now you see me, now you don’t: Gender is a Toy/ Aunque no veas, aquí esToy
Transitar fue la clave de esta serie en la que realicé una intervención a Barbie® y otros muñecos como transgresión que les posibilita transitar en el género, el cuerpo y la orientación sexual y denunciando la patologización de las transexualidades y otros tránsitos identitarios.
Now you see me, now you don’t: Gender is a Toy/ Aunque no veas, aquí esToy es una serie de fotografías de las que el autor expuso siete en la Exposición fotográfica retrospectiva SexLand “los territorios de la sexualidad”, obra desarrollada por el fotógrafo Manuel Antonio Velandia Mora, en Alicante, España, en la sala de El Sótano CoWorking del 22 de agosto al 27 de septiembre de 2015.
martes, 13 de septiembre de 2011
Barbie cambia sesso, in mostra ad Alicante la versione trans
Barbie cambia sesso, in mostra ad Alicante in Spagna la versione transessuale. La celebre bambola è la protagonista di una controversa mostra organizzata dalla federazione gay-lesbica ‘Decide-T’. La bambola è stata “ritoccata dal chirurgo”, spiega il giornale spagnolo Abc, non per una aggiunta di silicone ma per un intervento di cambiamento di sesso.
Senza perdere nulla delle sue forme tradizionali, le sono stati aggiunti organi inconfondibilmente maschili “per creare una nuova bambola che lascerebbe senza parole il suo fidanzato Ken”. Obiettivo dei due artisti, Andrea Cano e Manuel Antonio Velandia, è presentare “Barbie perverse e sessuali, corpi travestiti, corpi transessuali, corpi che vengono resi invisibili per negare l’esistenza di questi esseri che ci sono estranei: questo non perché lo siano veramente ma perché rifiutiamo di accettare la diversità”. La mostra è aperta fino al 28 aprile.
http://thepolloweb.blogspot.com/2010/03/barbie-cambia-sesso-in-mostra-ad.html
Senza perdere nulla delle sue forme tradizionali, le sono stati aggiunti organi inconfondibilmente maschili “per creare una nuova bambola che lascerebbe senza parole il suo fidanzato Ken”. Obiettivo dei due artisti, Andrea Cano e Manuel Antonio Velandia, è presentare “Barbie perverse e sessuali, corpi travestiti, corpi transessuali, corpi che vengono resi invisibili per negare l’esistenza di questi esseri che ci sono estranei: questo non perché lo siano veramente ma perché rifiutiamo di accettare la diversità”. La mostra è aperta fino al 28 aprile.
http://thepolloweb.blogspot.com/2010/03/barbie-cambia-sesso-in-mostra-ad.html
E in Spagna viene esposta la prima Barbie trans
Da Desperate Gay Guy
Mercoledì 31 marzo 2010
E dopo aver lanciato un Ken in versione un po’ gay, ecco arrivare in pubblico la prima Barbietrans. La federazione gay-lesbica ‘Decide-T’ ha inaugurato una discussa mostra all’università di Alicante. E sottolineano che la scelta sia dovuta ad un cambiamento di sesso (precisando il passato storico della bambola). La scelta è ben precisa: stupire Ken (che magari dopo decenni della solita minestra ha deciso di aprire un po’ gli orizzonti):
“Tutto questo per creare una nuova bambola che lascerebbe senza parole il suo fidanzato Ken”
I due artisti, Andrea Cano e Manuel Antonio Velandia, vogliono mostrare una realtà tutta nuova. Ecco come hanno spiegato l’idea:
“Vogliamo presentare Barbie perverse e sessuali, corpi travestiti, corpi transessuali, corpi che vengono resi invisibili per negare l’esistenza di questi esseri che ci sono estranei: questo non perchè lo siano veramente ma perchè rifiutiamo di accettare la diversità”
Io già mi immagino gli strali che provocherebbe, qua da noi, un semplice Gormito trans o un Cicciobello ermafrodita…
http://www.queerblog.it/post/7601/e-in-spagna-viene-esposta-la-prima-barbie-trans
Mercoledì 31 marzo 2010
E dopo aver lanciato un Ken in versione un po’ gay, ecco arrivare in pubblico la prima Barbietrans. La federazione gay-lesbica ‘Decide-T’ ha inaugurato una discussa mostra all’università di Alicante. E sottolineano che la scelta sia dovuta ad un cambiamento di sesso (precisando il passato storico della bambola). La scelta è ben precisa: stupire Ken (che magari dopo decenni della solita minestra ha deciso di aprire un po’ gli orizzonti):
“Tutto questo per creare una nuova bambola che lascerebbe senza parole il suo fidanzato Ken”
I due artisti, Andrea Cano e Manuel Antonio Velandia, vogliono mostrare una realtà tutta nuova. Ecco come hanno spiegato l’idea:
“Vogliamo presentare Barbie perverse e sessuali, corpi travestiti, corpi transessuali, corpi che vengono resi invisibili per negare l’esistenza di questi esseri che ci sono estranei: questo non perchè lo siano veramente ma perchè rifiutiamo di accettare la diversità”
Io già mi immagino gli strali che provocherebbe, qua da noi, un semplice Gormito trans o un Cicciobello ermafrodita…
http://www.queerblog.it/post/7601/e-in-spagna-viene-esposta-la-prima-barbie-trans
Barbie trans in mostra in Spagna
Da Lorenzo Mazza
mercoledì 31 marzo 2010
La famosa bambola che ha incantato milioni di bambine negli anni ‘80 e ‘90 è stata reinterpretata in chiave transgender ed ha suscitato molto clamore quando è stata messa in mostra all’università di Alicante in Spagna.
La mostra è stata promossa dall’Associazione Decide-T, che difende i diritti di gay, lesbiche e transessuali. Barbie e il suo fidanzato Ken sono due giocattoli prodotti con uno stampo, allo stesso modo, secondo gli autori della mostra, la sessualità che viviamo è incasellata su percorsi preordinati.
Barbie e Ken, due simboli che appartengono al mondo ovattato dei giocattoli, irreale, asessuato. Due simboli rivisitati da Andrea Cano e Manuel Antonio Velandia, in mostra fino al 28 aprile ad Alicante.
http://www.artsblog.it/post/5413/barbie-trans-in-mostra-in-spagna
mercoledì 31 marzo 2010
La famosa bambola che ha incantato milioni di bambine negli anni ‘80 e ‘90 è stata reinterpretata in chiave transgender ed ha suscitato molto clamore quando è stata messa in mostra all’università di Alicante in Spagna.
La mostra è stata promossa dall’Associazione Decide-T, che difende i diritti di gay, lesbiche e transessuali. Barbie e il suo fidanzato Ken sono due giocattoli prodotti con uno stampo, allo stesso modo, secondo gli autori della mostra, la sessualità che viviamo è incasellata su percorsi preordinati.
Barbie e Ken, due simboli che appartengono al mondo ovattato dei giocattoli, irreale, asessuato. Due simboli rivisitati da Andrea Cano e Manuel Antonio Velandia, in mostra fino al 28 aprile ad Alicante.
http://www.artsblog.it/post/5413/barbie-trans-in-mostra-in-spagna
Barbie trans, dopo Ken omosessuale: nuove bambole per bambine
Por Marina Galatioto
La Mattel dopo aver lanciato il Ken gay propone la Barbie trans, ma le associazioni americane protestano.
Sono stati due artisti, Manuel Antonio Velandia e Andrea Cano ad inventarsi la nuova Barbie, una donna con attributi da uomo che impersona un corpo transessuale. L’idea era di rappresentare “Barbie sessuali e perverse” forse più per adulti che per bambine. Tanto che attorno alla nuova bambola sono stati creati giochi di situazioni con abiti che appositamente nascondono le diversità per mettere a nudo le problematiche.
La Barbie in questione è stata presentata ad Alicante in Spagna ad una manifestazione gay-lesbo, ma negli USA se ne parla già dal 2006. Forse questo tipo di prodotto soddisfa di più le esigenze degli adulti che di bambine con la sola voglia di giocare. L’educazione sessuale si spiega attorno a dieci anni in classe, pensare di regalare ad una bambina più piccola una Barbie trans e poi doverle spiegare perché è diversa non sarebbe facile considerata l’età.
Probabilmente questi giochi hanno più lo scopo di far entrare nel pensiero comune che l’umanità non è più divisa in uomini che sono uomini e donne che sono donne, ma che c’è stata una mescolanza di idee e propensioni. Per chi partecipa alle manifestazioni lesbo-gay avere una bambola che li rappresenta può essere la soddisfazione di aver raggiunto un obiettivo importante che porti a sradicare certi pregiudizi nei loro confronti. In America però ne è nata una polemica. Le associazioni americane per le famiglie e il presidente dell’istituto per la Famiglia e la Cultura Americana protestano sostenendo che la Mattel è stata influenzata dai gruppi “transgender”. Secondo loro fornire questo tipo di bambole ai bambini/e tra i quattro e gli otto anni, crea in loro solamente confusione. E voi? Cosa ne pensate?
jueves, 8 de septiembre de 2011
martes, 7 de junio de 2011
martes, 28 de septiembre de 2010
Espais per la Diversitat Sexual: Muñecas transexuales y otras creaciones
Artista Manuel Velandia Mora
España 2010
Sorprendidos con la repercusión mundial de la exposición InVISIBLES: NATURALEZAS TRANSGRESORAS que se expuso por primera vez en la Universitat d’Alacant y sobre la que se han publicado diversos artículos y entrevistas en diferentes países y webs, desde DIVERSA-MENT solicitaron a DECIDE-T (Asociación LGTB de Alacant) que esta exposición fotográfica de la que soy su autor, y en la que presento fotos de construcciones corporales realizadas por Andrea Cano en cuerpos de muñecas Barbies y Kent, además de un performance y cuatro instalaciones, se exhibiera en Sagunto España, en el Centre Civic Antic Sanatori de Sagunto, desde el 1 de junio hasta el próximo 28.
En los links bajo cada ítem pueden verse las imagenes correspondientes.
Exposición fotográfica: Invisibles naturalezas transgresoras
Imagenes de la exposición en Sagunto, España.
Más imagenes en:
http://www.facebook.com/search/?init=srp&sfxp&o=69&q=Psoe&s=10#!/album.php?aid=220873&id=721688487&ref=mf
Performance Aunque no veas aquí es Toy
Peformance de Manuel Antonio Velandia Mora en la apertura de la exposición del artista colombiano, denominada “InVisibles naturalezas transgresoras” organizada por Diversa_Ment. El performance se basa en un guin de 12 lineas sobre siete temas de los qeu el artista habla durante aproximadamente una hora con los espectadores.
Más imagenes en:
http://www.facebook.com/search/?init=srp&sfxp&o=69&q=Psoe&s=10#!/album.php?aid=220885&id=721688487&ref=mf
Instalación 4: Yo también transito. Mear de pie, orinar sentado
Más imagenes en:
http://www.facebook.com/album.php?aid=220885&id=721688487&ref=mf#!/album.php?aid=220865&id=721688487&ref=mf
Istalacion 3: Yo también transito
Una obra de arte perecedero construida con terciopelo rojo, lurex dorado, espejo de tercera mano; mesa, servilletas plásticas imitación bordado rococó, lámpara, flores de plástico en diferentes colores, set de maquillaje (todo made in China); y, letras en vinilo autoadhesivo blanco, la obra está ubicada en el Centre Civic Antic Sanatori de Sagunto, se presenta desde el 1 de junio hasta el próximo 28, dentro de la exposición del artista colombiano Manuel Antonio Velandia Mora denominada “InVisibles naturalezas transgresoras” organizada por Diversa_Ment. Años atrás las fotos de matrimonio se realizaban sobre ambientaciones reconstruidas, es este caso la escenografía sirve como marco a alguien que es consciente de su tránsito por la vida, por el cuerpo, por el sexo, por el género, por la identidad, por la vida.
Más imagenes en:
http://www.facebook.com/album.php?aid=220885&id=721688487&ref=mf#!/album.php?aid=220861&id=721688487&ref=mf
Instalación Literal 2: Momentos
Una obra de arte perecedero, construida con letras en vinilo autoadhesivo negro sobre un panel en madera pintado en blanca, cuyas dimensiones son tres por cuatro metros ubicada en el Centre Civic Antic Sanatori de Sagunto, se presentó desde el 1 de junio hasta el próximo 28, dentro de la exposición del artista colombiano Manuel Antonio Velandia Mora denominada “InVisibles naturalezas transgresoras” organizada por Diversa_Ment.
Más imagenes en:
http://www.facebook.com/album.php?aid=220885&id=721688487&ref=mf#!/album.php?aid=220852&id=721688487&ref=mf
Instalación Literal 1
Una obra de arte perecedero, construida sobre una pared blanca de tres por doce metros ubicada en el Centre Civic Antic Sanatori de Sagunto, se presenta desde el 1 de junio hasta el próximo 28, dentro de la exposición del artista colombiano Manuel Antonio Velandia Mora denominada “InVisibles naturalezas transgresoras” organizada por Diversa_Ment. .
La obra está construida con letras en vinilo autoadhesivo y espejos planos y cóncavos, en estos últimos las personas en la medida que se acercan ven que su imagen distorsionada, con la realidad conque ellos suelen verla.
Más imagenes en:
http://www.facebook.com/album.php?aid=220885&id=721688487&ref=mf#!/album.php?aid=220844&id=721688487&ref=mf
España 2010
Sorprendidos con la repercusión mundial de la exposición InVISIBLES: NATURALEZAS TRANSGRESORAS que se expuso por primera vez en la Universitat d’Alacant y sobre la que se han publicado diversos artículos y entrevistas en diferentes países y webs, desde DIVERSA-MENT solicitaron a DECIDE-T (Asociación LGTB de Alacant) que esta exposición fotográfica de la que soy su autor, y en la que presento fotos de construcciones corporales realizadas por Andrea Cano en cuerpos de muñecas Barbies y Kent, además de un performance y cuatro instalaciones, se exhibiera en Sagunto España, en el Centre Civic Antic Sanatori de Sagunto, desde el 1 de junio hasta el próximo 28.
En los links bajo cada ítem pueden verse las imagenes correspondientes.
Exposición fotográfica: Invisibles naturalezas transgresoras
Imagenes de la exposición en Sagunto, España.
Más imagenes en:
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Performance Aunque no veas aquí es Toy
Peformance de Manuel Antonio Velandia Mora en la apertura de la exposición del artista colombiano, denominada “InVisibles naturalezas transgresoras” organizada por Diversa_Ment. El performance se basa en un guin de 12 lineas sobre siete temas de los qeu el artista habla durante aproximadamente una hora con los espectadores.
Más imagenes en:
http://www.facebook.com/search/?init=srp&sfxp&o=69&q=Psoe&s=10#!/album.php?aid=220885&id=721688487&ref=mf
Instalación 4: Yo también transito. Mear de pie, orinar sentado
Más imagenes en:
http://www.facebook.com/album.php?aid=220885&id=721688487&ref=mf#!/album.php?aid=220865&id=721688487&ref=mf
Istalacion 3: Yo también transito
Una obra de arte perecedero construida con terciopelo rojo, lurex dorado, espejo de tercera mano; mesa, servilletas plásticas imitación bordado rococó, lámpara, flores de plástico en diferentes colores, set de maquillaje (todo made in China); y, letras en vinilo autoadhesivo blanco, la obra está ubicada en el Centre Civic Antic Sanatori de Sagunto, se presenta desde el 1 de junio hasta el próximo 28, dentro de la exposición del artista colombiano Manuel Antonio Velandia Mora denominada “InVisibles naturalezas transgresoras” organizada por Diversa_Ment. Años atrás las fotos de matrimonio se realizaban sobre ambientaciones reconstruidas, es este caso la escenografía sirve como marco a alguien que es consciente de su tránsito por la vida, por el cuerpo, por el sexo, por el género, por la identidad, por la vida.
Más imagenes en:
http://www.facebook.com/album.php?aid=220885&id=721688487&ref=mf#!/album.php?aid=220861&id=721688487&ref=mf
Instalación Literal 2: Momentos
Una obra de arte perecedero, construida con letras en vinilo autoadhesivo negro sobre un panel en madera pintado en blanca, cuyas dimensiones son tres por cuatro metros ubicada en el Centre Civic Antic Sanatori de Sagunto, se presentó desde el 1 de junio hasta el próximo 28, dentro de la exposición del artista colombiano Manuel Antonio Velandia Mora denominada “InVisibles naturalezas transgresoras” organizada por Diversa_Ment.
Más imagenes en:
http://www.facebook.com/album.php?aid=220885&id=721688487&ref=mf#!/album.php?aid=220852&id=721688487&ref=mf
Instalación Literal 1
Una obra de arte perecedero, construida sobre una pared blanca de tres por doce metros ubicada en el Centre Civic Antic Sanatori de Sagunto, se presenta desde el 1 de junio hasta el próximo 28, dentro de la exposición del artista colombiano Manuel Antonio Velandia Mora denominada “InVisibles naturalezas transgresoras” organizada por Diversa_Ment. .
La obra está construida con letras en vinilo autoadhesivo y espejos planos y cóncavos, en estos últimos las personas en la medida que se acercan ven que su imagen distorsionada, con la realidad conque ellos suelen verla.
Más imagenes en:
http://www.facebook.com/album.php?aid=220885&id=721688487&ref=mf#!/album.php?aid=220844&id=721688487&ref=mf
lunes, 13 de septiembre de 2010
Allò important no és ser home o dona, allò realmente importante és aproximar-nos al que realment voldríem arribar a ser
L’obertura de la programació anava a càrrec de Manuel Velandia Mora, amb la seua exposició fotogràfica i performance organitzades pel Col·lectiu comarcal DIVERSA-MENT. Al llarg del comentari que feia sobre la relació de fotos, Velandia contava que “els objectes són susceptibles de diferents interpretacions d’acord amb la llum, la proximitat, la relectura que en fem i dels paràmetres d’interpretació que hi usem”.
De fet, l’artista juga amb plànols de coses conegudes de tots però confusos en aproximar-nos a ells per tal de comparar-ho amb el fet transsexual: “Allò important no és ser home o dona, allò realment important és estar sent... aproximar-nos al que realment voldríem arribar a ser”, sentenciava l’artista colombià, exiliat per motius sexuals.
Núria Arnau, han destacat i conviden a tota la ciutadania -més enllà de la pròxima al món lesbià, gai, transsexual i bisexual- per conéixer la "desfavorable situació en què viu tot aquest col·lectiu en una societat que necessita encara molta informació per lliurar-se dels prejudicis en què vivim instal·lats” , declarava la republicana en l’acte d’aquesta vesprada al Centre Cívic.
De fet, l’artista juga amb plànols de coses conegudes de tots però confusos en aproximar-nos a ells per tal de comparar-ho amb el fet transsexual: “Allò important no és ser home o dona, allò realment important és estar sent... aproximar-nos al que realment voldríem arribar a ser”, sentenciava l’artista colombià, exiliat per motius sexuals.
Núria Arnau, han destacat i conviden a tota la ciutadania -més enllà de la pròxima al món lesbià, gai, transsexual i bisexual- per conéixer la "desfavorable situació en què viu tot aquest col·lectiu en una societat que necessita encara molta informació per lliurar-se dels prejudicis en què vivim instal·lats” , declarava la republicana en l’acte d’aquesta vesprada al Centre Cívic.
Barbies, kents, osos y otros muñecos transexuales en exposición fotográfica
Sorprendidos con la repercusión mundial de la exposición InVisibles: Naturalezas Transgresoras que se expuso por primera vez en la Universitat d’Alacant y sobre la que se han publicado tantos artículos y entrevistas en diferentes países y webs, desde DIVERSA-MENT solicitamos a nuestros colegas mas cercanos de DECIDE-T (Asociación LGTB de Alacant) esta exposición fotográfica del artista Manuel Velandia Mora sobre construcciones corporales realizadas por Andrea Cano
La exposición cuenta con el respaldo de Mattel, la industria fabricante de las Barbies en España, empresa que conoce sobre la misma y que además ha informado que no tiene ningún rechazo por la comunidad LGBT.
Los juguetes fotografiados por el artista conceptual Manuel Velandia Mora son dignos de la potmodernidad; juguetes que fueron “customizados” por Andrea Cano quien decidió fabricarse una muñeca transexual. Para Cano, las muñecas Barbie® transexuales son esos juguetes que ella no pudo tener cuando de pequeña y siendo niño, soñaba con ser mujer y que ahora siendo adulta, transitando a su verdadera esencia, ha querido construir como un homenaje a todas aquellas transexuales explicitas u ocultas que se han autorizado a ser lo que realmente siempre quisieron ser, pero también como homenaje a la Barbie, icono por esencia de gay y transexuales femeninas.
Considera Velandia que “incluso para los juguetes la diversidad es posible, incluyendo la sexual, diversidad que es mucho más excluyente y marginalizadora para las personas transexuales, quienes son considerados en sí mismas naturalezas transgresoras”.
La exposición presenta dos miradas sobre una misma realidad, por un lado exhibe fotografías de elementos de la naturaleza no humana, en las que en algunos momentos se intuye cierta semejanza con contenidos sexuales, porque la sexualidad suele verse donde no existe; por otra parte las demás fotografías explicitan las opciones y cuerpos trans, justo allí donde nadie las desea –en muñecas y muñecos-, tal y como les viene sucediendo a lo largo de la historia a esos seres humanos que han decidido transitar hacia la plena existencia de sí mismos/as.
Las Barbies® y Kents® a diferencia de los juguetes que se distribuyen comercialmente nos dejan ver sus genitales. Estas fotografías e imágenes customizadas serán pensadas por algunos como una amenaza para la sociedad, para mí es claro, dijo Velandia, “que Mattel muy seguramente no está interesada en fabricar Barbies® ni Kents® transexuales, como tampoco en poner maquillajes o pelucas a sus muñecos masculinos. Esto sólo es arte; una de estas muñecas transexuales nunca estará en el estante de una tienda de juguetes, lugar en el que tampoco suelen estarlo muñecos cuyos genitales se muestren con la inocencia con que se visualiza el cuerpo desnudo de cualquier bebé”.
Quizás no habría muchos padres de familia dispuestos a regalar a sus hijos pequeños las Barbies® transexuales, pero sí a regalarles a la perversa Barbie® “normal” (si es que puede llamarse normal a una chica de cuerpo imposible y con una realidad marcadamente irreal), esa que quiere trabajar en trabajos típicos de mujeres y llevar vida de millonaria a pesar de las mujeres reales suelen ganar un salario mucho más bajo que el de los hombres; esa Barbie® que en medio del glamour siempre termina siendo ama de casa; esa chica que nunca será trabajadora sexual tal y como les ha tocado ser a la gran mayoría de las trans latinoamericanas, africanas, asiáticas e incluso europeas, a quienes el estigma, la discriminación, la exclusión social y la suma de otros crímenes de odio de los que son víctimas las lleva a alejarse de la escuela y a encontrar en esta forma de producción su única alternativa de subsistencia.
Las instalaciones son construcciones textuales que incitan en el espectador la reflexión en torno a las sexualidades y las identidades; “Hay seres que a la sociedad le gustaría negarles su existencia y por ello termina volviéndolos invisibles. Aquellos que no caben en el molde, suelen ser aislados, muchas veces contra su voluntad”. Para el artista Velandia “La sexualidad, aun cuando es una experiencia eminentemente humana, suele observarse en otras realidades de la naturaleza, verse representada en ciertas construcciones naturales o artificiales construidas por el ser humano”.
Las construcciones corporales realizadas por Andrea Cano se inspiran en la realidad humana, así se crea que pertenecen al mundo de la irrealidad, en el que especialmente las Barbies®, sexuadas en sí mismas, pertenecen a ese mundo de la irrealidad aún más irreal, a esa cotidianidad plagada de cuerpos imposibles que olvida que otros cuerpos son posibles. Existen cuerpos normales y reales: cuerpos que transitan, cuerpos que desean transitar, cuerpos travestis, cuerpos transexuales, cuerpos intersexuales; cuerpos que se suelen negar, cuerpos que nos negamos a ver, cuerpos que se invisibilizan como una forma de negar la existencia a esos seres que nos son extraños, no porque lo sean sino porque nos negamos a aceptar la diversidad, la unicidad y la particularidad.
En el Centre Civic Antic Sanatori de Sagunto, se presenta desde el 1 de junio hasta el próximo 28 una exposición con dos instalaciones textuales, un performance y 36 fotografías del fotógrafo colombiano Manuel Antonio Velandia Mora denominada “InVisibles naturalezas transgresoras” organizada por Diversa_Ment. El primero de junio a las 19:00 horas se abre la exposición con el performance “Aunque no me veas aquí es Toy”.
La Barbie transexual a la Universitat d’Alacant
Una exposició mostra les nines nues amb mugrons i òrgans genitals masculins realitzada a partir dels treballs de Manuel Velandia.
A "Invisibles: Naturaleses transgressores", organitzada per l'associació DecideT de lesbianes, gais, transsexuals i bisexuals a la Universitat d'Alacant, el fotògraf Manuel Antonio Velandia utilitza la clàssica Barbie rossa i una altra de trets mestissos, acompanyades d'un Kent envoltat de plomes, per cridar l'atenció sobre la discriminació que pateixen els transsexuals.
La popular nina Barbie, que encarna un dels ideals de bellesa, s'ha descobert transsexual en una provocadora exposició fotogràfica que pretén contribuir a la visibilitat del col·lectiu "trans".
En un altre apartat de la mostra apareixen elements de la natura que no tenen sexualitat en si mateixes, encara que a la mirada de l'espectador evoquen òrgans genitals masculins o femenins.
"Cossos desgenitalizados i irreals"
"La idea és reflectir la contradicció que suposa que en la natura puguem intuir elements sexuals mentre que en altres articles on els hauria d'haver, es tendeixin a eliminar, ha explicat Velandia. L'exposició, que compta també amb dues instal·lacions obra d'Andrea Cano, inaugurada a la sala Miguel Hernández de la Ciutat de la Universitat d'Alacant,
El fotògraf considera que des de l'edat infantil s’hauria d'aprendre que les persones tenen el seu sexe i que en una part de la societat "hi ha una conjunció del masculí i el femení".
Les imatges ens mostren els mítics Barbie i Kent en la seua versió transexual. Una aposta transgressora per a denunciar la invisibilitat del col·lectiu i apostar per la diversitat.
L’ exposició presenta dues mirades sobre una mateixa realitat, composicions en els quals en alguns moments es pot intuir cert contingut sexual i altres en els quals hi apareix de manera explícita. Una metàfora per als artistes del que esdevé al llarg de la història personal de les persones transexuals. S'emmarca en els actes relacionats amb la declaració del 2010 com l’any de la visibilitat "trans" per part de la Federació Estatal de Lesbianes, Gais, Transsexuals i Bisexuals.
viernes, 3 de septiembre de 2010
¿Y si Barbie fuera transexual?
¿Qué oculta Barbie bajo la ropa? ¿Y si fuera transexual?
Una exposición de fotografía y 'performance' en Alicante ofrece una respuesta sin tapujos.
La muestra fotográfica '-In-visibles', organizada por la Asociación Decide-T de Lesbianas, Gays, Bisexuales y Trasnsexuales de Alicante utiliza fotografías de muñecas manipuladas para hace explícito lo que generalmente se oculta y trasgredir la concepción genérica tradicional.
Según el presidente de la asociación y autor de las fotografías, Manuel Velandia, la exposición presenta "dos miradas sobre una misma realidad", con composiciones en las que, en algunos momentos se intuye cierta semejanza con contenidos sexuales y en otra se hace explicita, "justo allí donde nadie las desea, tal y como les viene sucediendo a lo largo de la historia a esos seres que han decidido transitar hacia la plena existencia de sí mismos/as".
En las fotografías e instalaciones se observan cuerpos masculinos y femeninos desnudos de muñecas Barbies y Kens que, a diferencia de los que se distribuyen comercialmente, dejan ver sus genitales, así como imágenes de elementos de la naturaleza en los que la mirada sexuada de los espectadores vislumbra fuertes contenidos sexuales.
Según Velandia «hay seres que a la sociedad le gustaría negarles su existencia y por ello termina volviéndolos invisibles. Aquellos que no caben en el molde, suelen ser aislados, muchas veces contra su voluntad». Para el artista «La sexualidad, aun cuando es una experiencia eminentemente humana, suele observarse en otras realidades de la naturaleza, verse representada en ciertas construcciones naturales o artificiales construidas por el ser humano».
El autor de las fotografías añade que "las muñecas pertenecen al mundo de la irrealidad, pero especialmente las Barbies, perversas y sexuadas en sí mismas, pertenecen a ese mundo de la irrealidad aún más irreal, a esa cotidianidad plagada de cuerpos imposibles que olvida que otros cuerpos son posibles; que existen cuerpos normales y reales: cuerpos que transitan, cuerpos que desean transitar, cuerpos travestis, cuerpos transexuales, cuerpos intersexuales; cuerpos que se suelen negar, cuerpos que nos negamos a ver, cuerpos que se invisibilizan como una forma de negar la existencia a esos seres que nos son extraños, no porque lo sean sino porque nos negamos a aceptar la diversidad, la unicidad y la particularidad".
Añade Velandia que «solemos ver falos, vulvas, anos, tetas o cuerpos allí donde no existen, allí donde los caprichos de la naturaleza o de las construcciones humanas nos permiten divagar, observar y gozar sin tener que referenciar a los seres reales, sin tener que dar explicaciones sobre nuestra propia existencia o la de los seres a los que amamos o a los que rechazamos».
Decide-T organiza esta exposición fotográfica y de instalaciones a partir del miércoles 31 de marzo, en la Sala Miguel Hernández de la Sede en Alicante de la Universidad de Alicante. Junto a las fotografías y performance del fotógrafo Manuel Antonio Velandia Mora se podrán ver también las instalaciones y construcciones corporales de Andrea Cano.
Fuente: http://www.elmundo.es/elmundo/2010/03/29/alicante/1269877073.html
Una exposición de fotografía y 'performance' en Alicante ofrece una respuesta sin tapujos.
La muestra fotográfica '-In-visibles', organizada por la Asociación Decide-T de Lesbianas, Gays, Bisexuales y Trasnsexuales de Alicante utiliza fotografías de muñecas manipuladas para hace explícito lo que generalmente se oculta y trasgredir la concepción genérica tradicional.
Según el presidente de la asociación y autor de las fotografías, Manuel Velandia, la exposición presenta "dos miradas sobre una misma realidad", con composiciones en las que, en algunos momentos se intuye cierta semejanza con contenidos sexuales y en otra se hace explicita, "justo allí donde nadie las desea, tal y como les viene sucediendo a lo largo de la historia a esos seres que han decidido transitar hacia la plena existencia de sí mismos/as".
En las fotografías e instalaciones se observan cuerpos masculinos y femeninos desnudos de muñecas Barbies y Kens que, a diferencia de los que se distribuyen comercialmente, dejan ver sus genitales, así como imágenes de elementos de la naturaleza en los que la mirada sexuada de los espectadores vislumbra fuertes contenidos sexuales.
Según Velandia «hay seres que a la sociedad le gustaría negarles su existencia y por ello termina volviéndolos invisibles. Aquellos que no caben en el molde, suelen ser aislados, muchas veces contra su voluntad». Para el artista «La sexualidad, aun cuando es una experiencia eminentemente humana, suele observarse en otras realidades de la naturaleza, verse representada en ciertas construcciones naturales o artificiales construidas por el ser humano».
El autor de las fotografías añade que "las muñecas pertenecen al mundo de la irrealidad, pero especialmente las Barbies, perversas y sexuadas en sí mismas, pertenecen a ese mundo de la irrealidad aún más irreal, a esa cotidianidad plagada de cuerpos imposibles que olvida que otros cuerpos son posibles; que existen cuerpos normales y reales: cuerpos que transitan, cuerpos que desean transitar, cuerpos travestis, cuerpos transexuales, cuerpos intersexuales; cuerpos que se suelen negar, cuerpos que nos negamos a ver, cuerpos que se invisibilizan como una forma de negar la existencia a esos seres que nos son extraños, no porque lo sean sino porque nos negamos a aceptar la diversidad, la unicidad y la particularidad".
Añade Velandia que «solemos ver falos, vulvas, anos, tetas o cuerpos allí donde no existen, allí donde los caprichos de la naturaleza o de las construcciones humanas nos permiten divagar, observar y gozar sin tener que referenciar a los seres reales, sin tener que dar explicaciones sobre nuestra propia existencia o la de los seres a los que amamos o a los que rechazamos».
Decide-T organiza esta exposición fotográfica y de instalaciones a partir del miércoles 31 de marzo, en la Sala Miguel Hernández de la Sede en Alicante de la Universidad de Alicante. Junto a las fotografías y performance del fotógrafo Manuel Antonio Velandia Mora se podrán ver también las instalaciones y construcciones corporales de Andrea Cano.
Fuente: http://www.elmundo.es/elmundo/2010/03/29/alicante/1269877073.html
In-Visibles: Natures transgressions
In-Visibles: Natures transgressions
Photography, performance and installations exhibition
Decide-T Lesbian' Association, Gay, Bisexuals and Transsexuals of Alicante presents an installation and photography named Invisibles Exhibition, from Wednesday, March 31, in the Miguel Hernández Conference Room at the Alicante Branch of the University of Alicante, photographs and performance by Manuel Antonio Velandia Mora and doll construction and installation by Andrea Cano.
The exhibition presents compositions that resemble sexual contents, at some moments the resemblance is vague and at others it is clearly evident, right where nobody wants it, just the way it happens to those people who have decided to transition to the full existence of themselves.
The photographs and installations are of nude Ken® and Barbie® dolls that, unlike those distributed commercially, we let you see their genitals, and images of natural elements in which the spectators see strong sexual resemblances.
According to Velandia “There are people whose existence society would like to deny, and who therefore become invisible. Those who do not fit into the mold are often isolated, sometimes against their will. Sexuality though an eminently human experience is often observed in nature’s other realities and can be reflected in certain natural structures or in artificial constructions built by humans”.
These dolls belong to the world of unreality, especially the Barbies®, perverse and sexual in themselves. They belong to a world of unreality even more unreal. This body, impossible to forget, reminds us that other bodies are possible, that other bodies are normal and real: bodies in transition, bodies that desire to change, bodies of transvestites, bodies of transsexuals, bodies of intersexuals, bodies that are often denied, bodies that we refuse to see, bodies made invisible as a way of denying the existence of those beings who to us are strangers, not because they are, but because we refuse to accept diversity, uniqueness and peculiarity.
The dolls carry on a non-verbal, sensual and sexual communication; for those other women and those other men whose frustrated desires are steeped in consumerism, where perfect beauty and absolute silence allow us to meditate in a reality we refuse or are required to deny, and between the internal and the contextual.
Velandia asserts “We tend to see penises, vaginas, anuses, breasts, where there are no bodies, where the whims of nature or human constructions allow us to wander, watch and enjoy without having to reference the real people, without having to give explanations for our own existence or the existence of the beings we love or reject”.
Photographs and performance: Manuel Antonio Velandia Mora.
Doll construction and installation: Andrea Cano.
Graphic Design: Tico Morales.
Translation: Catherine Nicholls Baeza.
Decide-T: Lesbian' Gay, Transsexuals and Bisexuals Association of Alicante.
www.decidet.org
31 March on 28 April 2010
Chamber Miguel Hernández
Headquarters University of Alicante
©Barbie 2009 Mattel, Inc. All rights reserved.
Photography, performance and installations exhibition
Decide-T Lesbian' Association, Gay, Bisexuals and Transsexuals of Alicante presents an installation and photography named Invisibles Exhibition, from Wednesday, March 31, in the Miguel Hernández Conference Room at the Alicante Branch of the University of Alicante, photographs and performance by Manuel Antonio Velandia Mora and doll construction and installation by Andrea Cano.
The exhibition presents compositions that resemble sexual contents, at some moments the resemblance is vague and at others it is clearly evident, right where nobody wants it, just the way it happens to those people who have decided to transition to the full existence of themselves.
The photographs and installations are of nude Ken® and Barbie® dolls that, unlike those distributed commercially, we let you see their genitals, and images of natural elements in which the spectators see strong sexual resemblances.
According to Velandia “There are people whose existence society would like to deny, and who therefore become invisible. Those who do not fit into the mold are often isolated, sometimes against their will. Sexuality though an eminently human experience is often observed in nature’s other realities and can be reflected in certain natural structures or in artificial constructions built by humans”.
These dolls belong to the world of unreality, especially the Barbies®, perverse and sexual in themselves. They belong to a world of unreality even more unreal. This body, impossible to forget, reminds us that other bodies are possible, that other bodies are normal and real: bodies in transition, bodies that desire to change, bodies of transvestites, bodies of transsexuals, bodies of intersexuals, bodies that are often denied, bodies that we refuse to see, bodies made invisible as a way of denying the existence of those beings who to us are strangers, not because they are, but because we refuse to accept diversity, uniqueness and peculiarity.
The dolls carry on a non-verbal, sensual and sexual communication; for those other women and those other men whose frustrated desires are steeped in consumerism, where perfect beauty and absolute silence allow us to meditate in a reality we refuse or are required to deny, and between the internal and the contextual.
Velandia asserts “We tend to see penises, vaginas, anuses, breasts, where there are no bodies, where the whims of nature or human constructions allow us to wander, watch and enjoy without having to reference the real people, without having to give explanations for our own existence or the existence of the beings we love or reject”.
Photographs and performance: Manuel Antonio Velandia Mora.
Doll construction and installation: Andrea Cano.
Graphic Design: Tico Morales.
Translation: Catherine Nicholls Baeza.
Decide-T: Lesbian' Gay, Transsexuals and Bisexuals Association of Alicante.
www.decidet.org
31 March on 28 April 2010
Chamber Miguel Hernández
Headquarters University of Alicante
©Barbie 2009 Mattel, Inc. All rights reserved.
Cartel promocional de la exposición "Invisibles Naturalezas transgresoras" en Alicante
Nombre del Cartel: Aunque no me veas aquí es Toy
Slogan: Aunque no me veas aquí es Toy
Exposición: "Invisibles Naturalezas transgresoras"
Fotografía: Manuel Antonio Velandia Mora
Construcciones corporales: Andrea Cano
Diseño cartel: Roberto Alejando Morales
Fecha: Marzo 2010
Slogan: Aunque no me veas aquí es Toy
Exposición: "Invisibles Naturalezas transgresoras"
Fotografía: Manuel Antonio Velandia Mora
Construcciones corporales: Andrea Cano
Diseño cartel: Roberto Alejando Morales
Fecha: Marzo 2010
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