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| No me mires así que siento pudor, by Manuel Antonio Velandia Mora |
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miércoles, 16 de septiembre de 2015
Now you see me, now you don’t: Gender is a Toy/ Aunque no veas, aquí esToy
Transitar fue la clave de esta serie en la que realicé una intervención a Barbie® y otros muñecos como transgresión que les posibilita transitar en el género, el cuerpo y la orientación sexual y denunciando la patologización de las transexualidades y otros tránsitos identitarios.
Now you see me, now you don’t: Gender is a Toy/ Aunque no veas, aquí esToy es una serie de fotografías de las que el autor expuso siete en la Exposición fotográfica retrospectiva SexLand “los territorios de la sexualidad”, obra desarrollada por el fotógrafo Manuel Antonio Velandia Mora, en Alicante, España, en la sala de El Sótano CoWorking del 22 de agosto al 27 de septiembre de 2015.
sábado, 15 de diciembre de 2012
In-Visibles: Natures transgressions
Photography, performance and installations exhibition
Decide-T Lesbian' Association, Gay, Bisexuals and
Transsexuals of Alicante presents an installation and photography named
Invisibles Exhibition, from Wednesday, March
31, in the Miguel Hernández Conference Room at the Alicante Branch of
the University of Alicante, photographs and performance by Manuel Antonio
Velandia Mora and doll construction and installation by Andrea Cano.
The exhibition presents compositions that resemble sexual
contents, at some moments the resemblance is vague and at others it is clearly
evident, right where nobody wants it, just the way it happens to those people
who have decided to transition to the full existence of themselves.
The photographs and installations are of nude Ken® and
Barbie® dolls that, unlike those distributed commercially, we let you see their
genitals, and images of natural elements in which the spectators see strong
sexual resemblances.
According to Velandia “There are people whose existence
society would like to deny, and who therefore become invisible. Those who do
not fit into the mold are often isolated, sometimes against their will.
Sexuality though an eminently human experience is often observed in nature’s
other realities and can be reflected in certain natural structures or in
artificial constructions built by humans”.
These dolls belong to the world of unreality, especially the
Barbies®, perverse and sexual in themselves. They belong to a world of
unreality even more unreal. This body, impossible to forget, reminds us that
other bodies are possible, that other bodies are normal and real: bodies in
transition, bodies that desire to change, bodies of transvestites, bodies of
transsexuals, bodies of intersexuals, bodies that are often denied, bodies that
we refuse to see, bodies made invisible as a way of denying the existence of
those beings who to us are strangers, not because they are, but because we
refuse to accept diversity, uniqueness and peculiarity.
The dolls carry on a non-verbal, sensual and sexual
communication; for those other women and those other men whose frustrated
desires are steeped in consumerism, where perfect beauty and absolute silence
allow us to meditate in a reality we refuse or are required to deny, and
between the internal and the contextual.
Velandia asserts “We tend to see penises, vaginas, anuses,
breasts, where there are no bodies, where the whims of nature or human
constructions allow us to wander, watch and enjoy without having to reference
the real people, without having to give explanations for our own existence or
the existence of the beings we love or reject”.
Photographs and performance: Manuel Antonio Velandia Mora.
Doll construction and installation: Andrea Cano.
Graphic Design: Tico Morales.
Translation: Catherine Nicholls Baeza.
Decide-T: Lesbian' Gay, Transsexuals and Bisexuals
Association of Alicante.
www.decidet.org
31 March on 28 April 2010
Chamber Miguel Hernández
Headquarters University of Alicante
©Barbie 2009 Mattel, Inc. All rights reserved.
jueves, 26 de julio de 2012
Spania, Barbie Trans
Una nota publicada en rumano:
martes, 13 de septiembre de 2011
E in Spagna viene esposta la prima Barbie trans
Da Desperate Gay Guy
Mercoledì 31 marzo 2010
E dopo aver lanciato un Ken in versione un po’ gay, ecco arrivare in pubblico la prima Barbietrans. La federazione gay-lesbica ‘Decide-T’ ha inaugurato una discussa mostra all’università di Alicante. E sottolineano che la scelta sia dovuta ad un cambiamento di sesso (precisando il passato storico della bambola). La scelta è ben precisa: stupire Ken (che magari dopo decenni della solita minestra ha deciso di aprire un po’ gli orizzonti):
“Tutto questo per creare una nuova bambola che lascerebbe senza parole il suo fidanzato Ken”
I due artisti, Andrea Cano e Manuel Antonio Velandia, vogliono mostrare una realtà tutta nuova. Ecco come hanno spiegato l’idea:
“Vogliamo presentare Barbie perverse e sessuali, corpi travestiti, corpi transessuali, corpi che vengono resi invisibili per negare l’esistenza di questi esseri che ci sono estranei: questo non perchè lo siano veramente ma perchè rifiutiamo di accettare la diversità”
Io già mi immagino gli strali che provocherebbe, qua da noi, un semplice Gormito trans o un Cicciobello ermafrodita…
http://www.queerblog.it/post/7601/e-in-spagna-viene-esposta-la-prima-barbie-trans
Mercoledì 31 marzo 2010
E dopo aver lanciato un Ken in versione un po’ gay, ecco arrivare in pubblico la prima Barbietrans. La federazione gay-lesbica ‘Decide-T’ ha inaugurato una discussa mostra all’università di Alicante. E sottolineano che la scelta sia dovuta ad un cambiamento di sesso (precisando il passato storico della bambola). La scelta è ben precisa: stupire Ken (che magari dopo decenni della solita minestra ha deciso di aprire un po’ gli orizzonti):
“Tutto questo per creare una nuova bambola che lascerebbe senza parole il suo fidanzato Ken”
I due artisti, Andrea Cano e Manuel Antonio Velandia, vogliono mostrare una realtà tutta nuova. Ecco come hanno spiegato l’idea:
“Vogliamo presentare Barbie perverse e sessuali, corpi travestiti, corpi transessuali, corpi che vengono resi invisibili per negare l’esistenza di questi esseri che ci sono estranei: questo non perchè lo siano veramente ma perchè rifiutiamo di accettare la diversità”
Io già mi immagino gli strali che provocherebbe, qua da noi, un semplice Gormito trans o un Cicciobello ermafrodita…
http://www.queerblog.it/post/7601/e-in-spagna-viene-esposta-la-prima-barbie-trans
Barbie trans in mostra in Spagna
Da Lorenzo Mazza
mercoledì 31 marzo 2010
La famosa bambola che ha incantato milioni di bambine negli anni ‘80 e ‘90 è stata reinterpretata in chiave transgender ed ha suscitato molto clamore quando è stata messa in mostra all’università di Alicante in Spagna.
La mostra è stata promossa dall’Associazione Decide-T, che difende i diritti di gay, lesbiche e transessuali. Barbie e il suo fidanzato Ken sono due giocattoli prodotti con uno stampo, allo stesso modo, secondo gli autori della mostra, la sessualità che viviamo è incasellata su percorsi preordinati.
Barbie e Ken, due simboli che appartengono al mondo ovattato dei giocattoli, irreale, asessuato. Due simboli rivisitati da Andrea Cano e Manuel Antonio Velandia, in mostra fino al 28 aprile ad Alicante.
http://www.artsblog.it/post/5413/barbie-trans-in-mostra-in-spagna
mercoledì 31 marzo 2010
La famosa bambola che ha incantato milioni di bambine negli anni ‘80 e ‘90 è stata reinterpretata in chiave transgender ed ha suscitato molto clamore quando è stata messa in mostra all’università di Alicante in Spagna.
La mostra è stata promossa dall’Associazione Decide-T, che difende i diritti di gay, lesbiche e transessuali. Barbie e il suo fidanzato Ken sono due giocattoli prodotti con uno stampo, allo stesso modo, secondo gli autori della mostra, la sessualità che viviamo è incasellata su percorsi preordinati.
Barbie e Ken, due simboli che appartengono al mondo ovattato dei giocattoli, irreale, asessuato. Due simboli rivisitati da Andrea Cano e Manuel Antonio Velandia, in mostra fino al 28 aprile ad Alicante.
http://www.artsblog.it/post/5413/barbie-trans-in-mostra-in-spagna
martes, 7 de junio de 2011
lunes, 13 de septiembre de 2010
Barbies, kents, osos y otros muñecos transexuales en exposición fotográfica
Sorprendidos con la repercusión mundial de la exposición InVisibles: Naturalezas Transgresoras que se expuso por primera vez en la Universitat d’Alacant y sobre la que se han publicado tantos artículos y entrevistas en diferentes países y webs, desde DIVERSA-MENT solicitamos a nuestros colegas mas cercanos de DECIDE-T (Asociación LGTB de Alacant) esta exposición fotográfica del artista Manuel Velandia Mora sobre construcciones corporales realizadas por Andrea Cano
La exposición cuenta con el respaldo de Mattel, la industria fabricante de las Barbies en España, empresa que conoce sobre la misma y que además ha informado que no tiene ningún rechazo por la comunidad LGBT.
Los juguetes fotografiados por el artista conceptual Manuel Velandia Mora son dignos de la potmodernidad; juguetes que fueron “customizados” por Andrea Cano quien decidió fabricarse una muñeca transexual. Para Cano, las muñecas Barbie® transexuales son esos juguetes que ella no pudo tener cuando de pequeña y siendo niño, soñaba con ser mujer y que ahora siendo adulta, transitando a su verdadera esencia, ha querido construir como un homenaje a todas aquellas transexuales explicitas u ocultas que se han autorizado a ser lo que realmente siempre quisieron ser, pero también como homenaje a la Barbie, icono por esencia de gay y transexuales femeninas.
Considera Velandia que “incluso para los juguetes la diversidad es posible, incluyendo la sexual, diversidad que es mucho más excluyente y marginalizadora para las personas transexuales, quienes son considerados en sí mismas naturalezas transgresoras”.
La exposición presenta dos miradas sobre una misma realidad, por un lado exhibe fotografías de elementos de la naturaleza no humana, en las que en algunos momentos se intuye cierta semejanza con contenidos sexuales, porque la sexualidad suele verse donde no existe; por otra parte las demás fotografías explicitan las opciones y cuerpos trans, justo allí donde nadie las desea –en muñecas y muñecos-, tal y como les viene sucediendo a lo largo de la historia a esos seres humanos que han decidido transitar hacia la plena existencia de sí mismos/as.
Las Barbies® y Kents® a diferencia de los juguetes que se distribuyen comercialmente nos dejan ver sus genitales. Estas fotografías e imágenes customizadas serán pensadas por algunos como una amenaza para la sociedad, para mí es claro, dijo Velandia, “que Mattel muy seguramente no está interesada en fabricar Barbies® ni Kents® transexuales, como tampoco en poner maquillajes o pelucas a sus muñecos masculinos. Esto sólo es arte; una de estas muñecas transexuales nunca estará en el estante de una tienda de juguetes, lugar en el que tampoco suelen estarlo muñecos cuyos genitales se muestren con la inocencia con que se visualiza el cuerpo desnudo de cualquier bebé”.
Quizás no habría muchos padres de familia dispuestos a regalar a sus hijos pequeños las Barbies® transexuales, pero sí a regalarles a la perversa Barbie® “normal” (si es que puede llamarse normal a una chica de cuerpo imposible y con una realidad marcadamente irreal), esa que quiere trabajar en trabajos típicos de mujeres y llevar vida de millonaria a pesar de las mujeres reales suelen ganar un salario mucho más bajo que el de los hombres; esa Barbie® que en medio del glamour siempre termina siendo ama de casa; esa chica que nunca será trabajadora sexual tal y como les ha tocado ser a la gran mayoría de las trans latinoamericanas, africanas, asiáticas e incluso europeas, a quienes el estigma, la discriminación, la exclusión social y la suma de otros crímenes de odio de los que son víctimas las lleva a alejarse de la escuela y a encontrar en esta forma de producción su única alternativa de subsistencia.
Las instalaciones son construcciones textuales que incitan en el espectador la reflexión en torno a las sexualidades y las identidades; “Hay seres que a la sociedad le gustaría negarles su existencia y por ello termina volviéndolos invisibles. Aquellos que no caben en el molde, suelen ser aislados, muchas veces contra su voluntad”. Para el artista Velandia “La sexualidad, aun cuando es una experiencia eminentemente humana, suele observarse en otras realidades de la naturaleza, verse representada en ciertas construcciones naturales o artificiales construidas por el ser humano”.
Las construcciones corporales realizadas por Andrea Cano se inspiran en la realidad humana, así se crea que pertenecen al mundo de la irrealidad, en el que especialmente las Barbies®, sexuadas en sí mismas, pertenecen a ese mundo de la irrealidad aún más irreal, a esa cotidianidad plagada de cuerpos imposibles que olvida que otros cuerpos son posibles. Existen cuerpos normales y reales: cuerpos que transitan, cuerpos que desean transitar, cuerpos travestis, cuerpos transexuales, cuerpos intersexuales; cuerpos que se suelen negar, cuerpos que nos negamos a ver, cuerpos que se invisibilizan como una forma de negar la existencia a esos seres que nos son extraños, no porque lo sean sino porque nos negamos a aceptar la diversidad, la unicidad y la particularidad.
En el Centre Civic Antic Sanatori de Sagunto, se presenta desde el 1 de junio hasta el próximo 28 una exposición con dos instalaciones textuales, un performance y 36 fotografías del fotógrafo colombiano Manuel Antonio Velandia Mora denominada “InVisibles naturalezas transgresoras” organizada por Diversa_Ment. El primero de junio a las 19:00 horas se abre la exposición con el performance “Aunque no me veas aquí es Toy”.
Bambola Barbie in versione transessuale
La celeberrima bambola Barbie, è stata ritoccata in versione transessuale, senza perdere nulla delle sue forme tradizionali, ma le sono stati aggiunti organi incontestabilmente maschili. Barbie trans è protagonista di una controversa mostra all’università di Alicante, nel sud della Spagna, organizzata dalla federazione gay-lesbica Decide-T.
Autori della “svolta” sono gli artisti Manuel Antonio Velandia. Lo scopo è presentare «Barbie perverse e sessuali, corpi travestiti, corpi transessuali, corpi che vengono resi invisibili per negare l’esistenza di questi esseri che ci sono estranei… questo non perchè lo siano veramente ma perchè rifiutiamo di accettare la diversità».
Barbie trans: perché? Anzi, perché no!? Il giocattolo è lo strumento attraverso il quale i bambini simulano le varie realtà della vita, da “il medico e il paziente” ai soldatini che fanno la guerra, e nel grande calderone che è il mondo in cui esistiamo l’uomo maschio e la donna femmina non esauriscono le possibilità dei temi di genere, ed è bene che lo si sappia quanto prima. Transessualismo: è un dato di fatto, il parlarne è solo questione di elasticità culturale. Lunga vita a Barbie.
La Barbie transexual a la Universitat d’Alacant
Una exposició mostra les nines nues amb mugrons i òrgans genitals masculins realitzada a partir dels treballs de Manuel Velandia.
A "Invisibles: Naturaleses transgressores", organitzada per l'associació DecideT de lesbianes, gais, transsexuals i bisexuals a la Universitat d'Alacant, el fotògraf Manuel Antonio Velandia utilitza la clàssica Barbie rossa i una altra de trets mestissos, acompanyades d'un Kent envoltat de plomes, per cridar l'atenció sobre la discriminació que pateixen els transsexuals.
La popular nina Barbie, que encarna un dels ideals de bellesa, s'ha descobert transsexual en una provocadora exposició fotogràfica que pretén contribuir a la visibilitat del col·lectiu "trans".
En un altre apartat de la mostra apareixen elements de la natura que no tenen sexualitat en si mateixes, encara que a la mirada de l'espectador evoquen òrgans genitals masculins o femenins.
"Cossos desgenitalizados i irreals"
"La idea és reflectir la contradicció que suposa que en la natura puguem intuir elements sexuals mentre que en altres articles on els hauria d'haver, es tendeixin a eliminar, ha explicat Velandia. L'exposició, que compta també amb dues instal·lacions obra d'Andrea Cano, inaugurada a la sala Miguel Hernández de la Ciutat de la Universitat d'Alacant,
El fotògraf considera que des de l'edat infantil s’hauria d'aprendre que les persones tenen el seu sexe i que en una part de la societat "hi ha una conjunció del masculí i el femení".
Les imatges ens mostren els mítics Barbie i Kent en la seua versió transexual. Una aposta transgressora per a denunciar la invisibilitat del col·lectiu i apostar per la diversitat.
L’ exposició presenta dues mirades sobre una mateixa realitat, composicions en els quals en alguns moments es pot intuir cert contingut sexual i altres en els quals hi apareix de manera explícita. Una metàfora per als artistes del que esdevé al llarg de la història personal de les persones transexuals. S'emmarca en els actes relacionats amb la declaració del 2010 com l’any de la visibilitat "trans" per part de la Federació Estatal de Lesbianes, Gais, Transsexuals i Bisexuals.
viernes, 3 de septiembre de 2010
¿Y si Barbie fuera transexual?
¿Qué oculta Barbie bajo la ropa? ¿Y si fuera transexual?
Una exposición de fotografía y 'performance' en Alicante ofrece una respuesta sin tapujos.
La muestra fotográfica '-In-visibles', organizada por la Asociación Decide-T de Lesbianas, Gays, Bisexuales y Trasnsexuales de Alicante utiliza fotografías de muñecas manipuladas para hace explícito lo que generalmente se oculta y trasgredir la concepción genérica tradicional.
Según el presidente de la asociación y autor de las fotografías, Manuel Velandia, la exposición presenta "dos miradas sobre una misma realidad", con composiciones en las que, en algunos momentos se intuye cierta semejanza con contenidos sexuales y en otra se hace explicita, "justo allí donde nadie las desea, tal y como les viene sucediendo a lo largo de la historia a esos seres que han decidido transitar hacia la plena existencia de sí mismos/as".
En las fotografías e instalaciones se observan cuerpos masculinos y femeninos desnudos de muñecas Barbies y Kens que, a diferencia de los que se distribuyen comercialmente, dejan ver sus genitales, así como imágenes de elementos de la naturaleza en los que la mirada sexuada de los espectadores vislumbra fuertes contenidos sexuales.
Según Velandia «hay seres que a la sociedad le gustaría negarles su existencia y por ello termina volviéndolos invisibles. Aquellos que no caben en el molde, suelen ser aislados, muchas veces contra su voluntad». Para el artista «La sexualidad, aun cuando es una experiencia eminentemente humana, suele observarse en otras realidades de la naturaleza, verse representada en ciertas construcciones naturales o artificiales construidas por el ser humano».
El autor de las fotografías añade que "las muñecas pertenecen al mundo de la irrealidad, pero especialmente las Barbies, perversas y sexuadas en sí mismas, pertenecen a ese mundo de la irrealidad aún más irreal, a esa cotidianidad plagada de cuerpos imposibles que olvida que otros cuerpos son posibles; que existen cuerpos normales y reales: cuerpos que transitan, cuerpos que desean transitar, cuerpos travestis, cuerpos transexuales, cuerpos intersexuales; cuerpos que se suelen negar, cuerpos que nos negamos a ver, cuerpos que se invisibilizan como una forma de negar la existencia a esos seres que nos son extraños, no porque lo sean sino porque nos negamos a aceptar la diversidad, la unicidad y la particularidad".
Añade Velandia que «solemos ver falos, vulvas, anos, tetas o cuerpos allí donde no existen, allí donde los caprichos de la naturaleza o de las construcciones humanas nos permiten divagar, observar y gozar sin tener que referenciar a los seres reales, sin tener que dar explicaciones sobre nuestra propia existencia o la de los seres a los que amamos o a los que rechazamos».
Decide-T organiza esta exposición fotográfica y de instalaciones a partir del miércoles 31 de marzo, en la Sala Miguel Hernández de la Sede en Alicante de la Universidad de Alicante. Junto a las fotografías y performance del fotógrafo Manuel Antonio Velandia Mora se podrán ver también las instalaciones y construcciones corporales de Andrea Cano.
Fuente: http://www.elmundo.es/elmundo/2010/03/29/alicante/1269877073.html
Una exposición de fotografía y 'performance' en Alicante ofrece una respuesta sin tapujos.
La muestra fotográfica '-In-visibles', organizada por la Asociación Decide-T de Lesbianas, Gays, Bisexuales y Trasnsexuales de Alicante utiliza fotografías de muñecas manipuladas para hace explícito lo que generalmente se oculta y trasgredir la concepción genérica tradicional.
Según el presidente de la asociación y autor de las fotografías, Manuel Velandia, la exposición presenta "dos miradas sobre una misma realidad", con composiciones en las que, en algunos momentos se intuye cierta semejanza con contenidos sexuales y en otra se hace explicita, "justo allí donde nadie las desea, tal y como les viene sucediendo a lo largo de la historia a esos seres que han decidido transitar hacia la plena existencia de sí mismos/as".
En las fotografías e instalaciones se observan cuerpos masculinos y femeninos desnudos de muñecas Barbies y Kens que, a diferencia de los que se distribuyen comercialmente, dejan ver sus genitales, así como imágenes de elementos de la naturaleza en los que la mirada sexuada de los espectadores vislumbra fuertes contenidos sexuales.
Según Velandia «hay seres que a la sociedad le gustaría negarles su existencia y por ello termina volviéndolos invisibles. Aquellos que no caben en el molde, suelen ser aislados, muchas veces contra su voluntad». Para el artista «La sexualidad, aun cuando es una experiencia eminentemente humana, suele observarse en otras realidades de la naturaleza, verse representada en ciertas construcciones naturales o artificiales construidas por el ser humano».
El autor de las fotografías añade que "las muñecas pertenecen al mundo de la irrealidad, pero especialmente las Barbies, perversas y sexuadas en sí mismas, pertenecen a ese mundo de la irrealidad aún más irreal, a esa cotidianidad plagada de cuerpos imposibles que olvida que otros cuerpos son posibles; que existen cuerpos normales y reales: cuerpos que transitan, cuerpos que desean transitar, cuerpos travestis, cuerpos transexuales, cuerpos intersexuales; cuerpos que se suelen negar, cuerpos que nos negamos a ver, cuerpos que se invisibilizan como una forma de negar la existencia a esos seres que nos son extraños, no porque lo sean sino porque nos negamos a aceptar la diversidad, la unicidad y la particularidad".
Añade Velandia que «solemos ver falos, vulvas, anos, tetas o cuerpos allí donde no existen, allí donde los caprichos de la naturaleza o de las construcciones humanas nos permiten divagar, observar y gozar sin tener que referenciar a los seres reales, sin tener que dar explicaciones sobre nuestra propia existencia o la de los seres a los que amamos o a los que rechazamos».
Decide-T organiza esta exposición fotográfica y de instalaciones a partir del miércoles 31 de marzo, en la Sala Miguel Hernández de la Sede en Alicante de la Universidad de Alicante. Junto a las fotografías y performance del fotógrafo Manuel Antonio Velandia Mora se podrán ver también las instalaciones y construcciones corporales de Andrea Cano.
Fuente: http://www.elmundo.es/elmundo/2010/03/29/alicante/1269877073.html
In-Visibles: Natures transgressions
In-Visibles: Natures transgressions
Photography, performance and installations exhibition
Decide-T Lesbian' Association, Gay, Bisexuals and Transsexuals of Alicante presents an installation and photography named Invisibles Exhibition, from Wednesday, March 31, in the Miguel Hernández Conference Room at the Alicante Branch of the University of Alicante, photographs and performance by Manuel Antonio Velandia Mora and doll construction and installation by Andrea Cano.
The exhibition presents compositions that resemble sexual contents, at some moments the resemblance is vague and at others it is clearly evident, right where nobody wants it, just the way it happens to those people who have decided to transition to the full existence of themselves.
The photographs and installations are of nude Ken® and Barbie® dolls that, unlike those distributed commercially, we let you see their genitals, and images of natural elements in which the spectators see strong sexual resemblances.
According to Velandia “There are people whose existence society would like to deny, and who therefore become invisible. Those who do not fit into the mold are often isolated, sometimes against their will. Sexuality though an eminently human experience is often observed in nature’s other realities and can be reflected in certain natural structures or in artificial constructions built by humans”.
These dolls belong to the world of unreality, especially the Barbies®, perverse and sexual in themselves. They belong to a world of unreality even more unreal. This body, impossible to forget, reminds us that other bodies are possible, that other bodies are normal and real: bodies in transition, bodies that desire to change, bodies of transvestites, bodies of transsexuals, bodies of intersexuals, bodies that are often denied, bodies that we refuse to see, bodies made invisible as a way of denying the existence of those beings who to us are strangers, not because they are, but because we refuse to accept diversity, uniqueness and peculiarity.
The dolls carry on a non-verbal, sensual and sexual communication; for those other women and those other men whose frustrated desires are steeped in consumerism, where perfect beauty and absolute silence allow us to meditate in a reality we refuse or are required to deny, and between the internal and the contextual.
Velandia asserts “We tend to see penises, vaginas, anuses, breasts, where there are no bodies, where the whims of nature or human constructions allow us to wander, watch and enjoy without having to reference the real people, without having to give explanations for our own existence or the existence of the beings we love or reject”.
Photographs and performance: Manuel Antonio Velandia Mora.
Doll construction and installation: Andrea Cano.
Graphic Design: Tico Morales.
Translation: Catherine Nicholls Baeza.
Decide-T: Lesbian' Gay, Transsexuals and Bisexuals Association of Alicante.
www.decidet.org
31 March on 28 April 2010
Chamber Miguel Hernández
Headquarters University of Alicante
©Barbie 2009 Mattel, Inc. All rights reserved.
Photography, performance and installations exhibition
Decide-T Lesbian' Association, Gay, Bisexuals and Transsexuals of Alicante presents an installation and photography named Invisibles Exhibition, from Wednesday, March 31, in the Miguel Hernández Conference Room at the Alicante Branch of the University of Alicante, photographs and performance by Manuel Antonio Velandia Mora and doll construction and installation by Andrea Cano.
The exhibition presents compositions that resemble sexual contents, at some moments the resemblance is vague and at others it is clearly evident, right where nobody wants it, just the way it happens to those people who have decided to transition to the full existence of themselves.
The photographs and installations are of nude Ken® and Barbie® dolls that, unlike those distributed commercially, we let you see their genitals, and images of natural elements in which the spectators see strong sexual resemblances.
According to Velandia “There are people whose existence society would like to deny, and who therefore become invisible. Those who do not fit into the mold are often isolated, sometimes against their will. Sexuality though an eminently human experience is often observed in nature’s other realities and can be reflected in certain natural structures or in artificial constructions built by humans”.
These dolls belong to the world of unreality, especially the Barbies®, perverse and sexual in themselves. They belong to a world of unreality even more unreal. This body, impossible to forget, reminds us that other bodies are possible, that other bodies are normal and real: bodies in transition, bodies that desire to change, bodies of transvestites, bodies of transsexuals, bodies of intersexuals, bodies that are often denied, bodies that we refuse to see, bodies made invisible as a way of denying the existence of those beings who to us are strangers, not because they are, but because we refuse to accept diversity, uniqueness and peculiarity.
The dolls carry on a non-verbal, sensual and sexual communication; for those other women and those other men whose frustrated desires are steeped in consumerism, where perfect beauty and absolute silence allow us to meditate in a reality we refuse or are required to deny, and between the internal and the contextual.
Velandia asserts “We tend to see penises, vaginas, anuses, breasts, where there are no bodies, where the whims of nature or human constructions allow us to wander, watch and enjoy without having to reference the real people, without having to give explanations for our own existence or the existence of the beings we love or reject”.
Photographs and performance: Manuel Antonio Velandia Mora.
Doll construction and installation: Andrea Cano.
Graphic Design: Tico Morales.
Translation: Catherine Nicholls Baeza.
Decide-T: Lesbian' Gay, Transsexuals and Bisexuals Association of Alicante.
www.decidet.org
31 March on 28 April 2010
Chamber Miguel Hernández
Headquarters University of Alicante
©Barbie 2009 Mattel, Inc. All rights reserved.
Identidades transitadas; el derecho al cuerpo y la imagen
Por Manuel Antonio Velandia Mora
Alicante, España
Esta exposición más que pretender mostrar fotografías de muñecas transexuales quiere posibilitar una reflexión sobre la vida, los derechos y la vivencia del cuerpo como parte del ejercicio del Derecho a la autonomía, a la propia anatomía, a una identidad o no tenerla, reconstruirla, cambiarla o transitarla y también a la imagen que se quiere de sí mismo/a.
Las barbies® son una excusa, un pre-texto que moviliza la discusión en torno a un tema del que poco se desea hablar, tal vez porque nos negamos a aceptar o otro como un auténtico otro, pero ello no es posible si no reconocemos que nosotros/as mismos/as transitamos en la búsqueda de aquello que siempre hemos querido estar siendo, aquello que nunca alcanzamos porque igualmente es tan móvil como lo somos nosotros/as mismos/as.
Hay seres que a la sociedad le gustaría negarles su existencia y por ello termina volviéndolos invisibles. Aquellos que no caben en el molde, suelen ser aislados, muchas veces contra su voluntad. La sexualidad, aun cuando es una experiencia eminentemente humana, suele observarse en otras realidades de la naturaleza, verse representada en ciertas construcciones naturales o artifíciales construidas por el ser humano.
Las muñecas pertenecen al mundo de la irrealidad, pero especialmente las Barbies®, perversas y sexuadas en sí mismas, pertenecen a ese mundo de la irrealidad aún más irreal, a esa cotidianidad plagada de cuerpos imposibles que olvida que otros cuerpos son posibles; que existen cuerpos normales y reales: cuerpos que transitan, cuerpos que desean transitar, cuerpos travestis, cuerpos transexuales, cuerpos intersexuales; cuerpos que se suelen negar, cuerpos que nos negamos a ver, cuerpos que se invisibilizan como una forma de negar la existencia a esos seres que nos son extraños, no porque lo sean sino porque nos negamos a aceptar la diversidad, la unicidad y la particularidad.
Muñecas y muñecos llevan consigo una comunicación no verbal, sensual y sexual en las que se representan a esas otras mujeres y esos otros hombres que son deseos frustrados impregnados de consumismo, en los que la belleza perfecta y el silencio absoluto nos permiten la mediación que en la realidad nos negamos o nos obligan a negar, entre lo interno y el contexto.
La exposición nos recuerda que “solemos ver falos, vulvas, anos, tetas, cuerpos allí donde no existen, allí donde los caprichos de la naturaleza o de las construcciones humanas nos permiten divagar, observar y gozar sin tener que referenciar a los seres reales, sin tener que dar explicaciones sobre nuestra propia existencia o la de los seres a los que amamos o a los que rechazamos, esta es una obra, que como ya lo decía Da Vinci, nos invita a repensar y repensarnos en el cotidiano pues hay que contemplar, hay que pensar... Quien piensa poco, se equivoca mucho.
Alicante, España
Esta exposición más que pretender mostrar fotografías de muñecas transexuales quiere posibilitar una reflexión sobre la vida, los derechos y la vivencia del cuerpo como parte del ejercicio del Derecho a la autonomía, a la propia anatomía, a una identidad o no tenerla, reconstruirla, cambiarla o transitarla y también a la imagen que se quiere de sí mismo/a.
Las barbies® son una excusa, un pre-texto que moviliza la discusión en torno a un tema del que poco se desea hablar, tal vez porque nos negamos a aceptar o otro como un auténtico otro, pero ello no es posible si no reconocemos que nosotros/as mismos/as transitamos en la búsqueda de aquello que siempre hemos querido estar siendo, aquello que nunca alcanzamos porque igualmente es tan móvil como lo somos nosotros/as mismos/as.
Hay seres que a la sociedad le gustaría negarles su existencia y por ello termina volviéndolos invisibles. Aquellos que no caben en el molde, suelen ser aislados, muchas veces contra su voluntad. La sexualidad, aun cuando es una experiencia eminentemente humana, suele observarse en otras realidades de la naturaleza, verse representada en ciertas construcciones naturales o artifíciales construidas por el ser humano.
Las muñecas pertenecen al mundo de la irrealidad, pero especialmente las Barbies®, perversas y sexuadas en sí mismas, pertenecen a ese mundo de la irrealidad aún más irreal, a esa cotidianidad plagada de cuerpos imposibles que olvida que otros cuerpos son posibles; que existen cuerpos normales y reales: cuerpos que transitan, cuerpos que desean transitar, cuerpos travestis, cuerpos transexuales, cuerpos intersexuales; cuerpos que se suelen negar, cuerpos que nos negamos a ver, cuerpos que se invisibilizan como una forma de negar la existencia a esos seres que nos son extraños, no porque lo sean sino porque nos negamos a aceptar la diversidad, la unicidad y la particularidad.
Muñecas y muñecos llevan consigo una comunicación no verbal, sensual y sexual en las que se representan a esas otras mujeres y esos otros hombres que son deseos frustrados impregnados de consumismo, en los que la belleza perfecta y el silencio absoluto nos permiten la mediación que en la realidad nos negamos o nos obligan a negar, entre lo interno y el contexto.
La exposición nos recuerda que “solemos ver falos, vulvas, anos, tetas, cuerpos allí donde no existen, allí donde los caprichos de la naturaleza o de las construcciones humanas nos permiten divagar, observar y gozar sin tener que referenciar a los seres reales, sin tener que dar explicaciones sobre nuestra propia existencia o la de los seres a los que amamos o a los que rechazamos, esta es una obra, que como ya lo decía Da Vinci, nos invita a repensar y repensarnos en el cotidiano pues hay que contemplar, hay que pensar... Quien piensa poco, se equivoca mucho.
InVisibles: Naturalezas transgresoras O las barbies transexuales fotografiadas por Manuel Velandia
En la sala Miguel Hernández de la Sede de la Universidad de Alicante, en Alicante se presenta a partir del miércoles 31 de marzo y durante un mes una exposición de fotografías y un performance de Manuel Velandia Mora e instalaciones de Andrea Cano, en la que se visualiza una serie de muñecos trans, entre ellos algunas Barbies® que nos dejan observar explícitamente sus genitales.
¡Si, no leyó mal! En la una exposición fotográfica “InVisibles: Naturalezas transgresoras” se presentan fotografías de Manuel Antonio Velandia Mora que muestran unos juguetes dignos de la potmodernidad; unos juguetes que fueron “customizados” por Andrea Cano quien decidió fabricar unas muñecas transexuales, pues como afirma Velandia “incluso para los juguetes la diversidad es posible, incluyendo la sexual”.
La exposición presenta dos miradas sobre una misma realidad, por un lado exhibe fotografías de elementos de la naturaleza no humana, en las que en algunos momentos se intuye cierta semejanza con contenidos sexuales, porque la sexualidad suele verse donde no existe y por otra parte explicita las opciones trans, justo allí donde nadie las desea –en muñecas y muñecos-, tal y como les viene sucediendo a lo largo de la historia a esos seres humanos que han decidido transitar hacia la plena existencia de sí mismos/as.
En las fotografías e instalaciones se observan cuerpos masculinos y femeninos desnudos de muñecas, entre ellos Barbies®, Kents® que a diferencia de los que se distribuyen comercialmente nos dejan ver sus genitales.
Estas fotografías e imágenes de “Barbies®”customizadas serán una amenaza para la sociedad. Muy seguramente una de estas muñecas transexuales nunca estará en el estante de una tienda de muñecos, como tampoco nunca suelen estarlo muñecos cuyos genitales se muestren con la inocencia con que se visualiza el cuerpo desnudo de cualquier bebé.
Las Barbies® transexuales no dejan de ser una "amenaza" para la sociedad, quizás no habría muchos padres de familia dispuestos a regalarlas a sus hijos pequeños, pero sí a regalarles a la perversa Barbie® “normal” (si es que puede llamarse normal a una chica de cuerpo imposible y con una realidad marcadamente irreal), esa que quiere trabajar en trabajos típicos de mujeres y llevar vida de millonaria a pesar de las mujeres reales suelen ganar un salario mucho más bajo que el de los hombres; esa Barbie® que en medio del glamour siempre termina siendo ama de casa; esa chica que nunca será trabajadora sexual tal y como les ha tocado ser a la gran mayoría de las trans latinoamericanas, africanas, asiáticas e incluso europeas, a quienes el estigma, la discriminación, la exclusión social y la suma de otros crímenes de odio de los que son víctimas las lleva a alejarse de la escuela y a encontrar en esta forma de producción su única alternativa de subsistencia.
Es importante cuestionarse en este momento no sólo la invisibilidad de las personas transexuales, como también la tendencia actual en la que las niñas y niños ya no desean esa Barbie® que actualmente se encuentra pagando por sus pecados estereotípicos sino una Bratz®, una de esas nuevas muñecas cuyas prendas, maquillajes y accesorios si parece el de algunas estereotipadas trabajadoras sexuales, esas que las niñas en sus juegos poner a bailar protagonizando un video de reggaetton y que no les parecen tan "aburridas" porque se acercan más a su sueño postmoderno consistente en ser, por lo menos, extra en un video de Daddy Yankee.
Las muñecas Barbie® transexuales, como dice Andrea, son esos juguetes que ella no pudo tener cuando de pequeña y siendo niño, soñaba con ser mujer y que ahora siendo adulta transitando a su verdadera esencia ha querido construir como un homenaje a todas aquellas transexuales explicitas u ocultas que se han autorizado a ser lo que realmente siempre quisieron ser.
En una de sus Instalaciones Andrea Cano rememora aquel famoso dibujo conocido como “El Hombre de Vitruvio” realizado por Leonardo Da Vinci en uno de sus diarios y que está acompañado de notas anatómicas. La instalación representa, como en el aquel famoso dibujo, una figura masculina desnuda inscrita en un círculo construida en pétalos de flores y enmarcado ya no por un cuadrado sino por una pantalla de televisión. En ella hay una triada de un mismo ser con el que representa el proceso de transición de un hombre que se ve a sí mismo en una masculinidad transitada y en una escena cotidiana en que una trans-Barbie® con tetas y pene se visualiza a sí misma como figura isométricamente perfecta gracias a su tratamiento hormonal.
Miércoles 31 de marzo 20:00
Abierta hasta el 28 de abril de 2010
Sala Miguel Hernández
Sede Universidad de Alicante
Ramón y Cajal 4, Alicante
¡Si, no leyó mal! En la una exposición fotográfica “InVisibles: Naturalezas transgresoras” se presentan fotografías de Manuel Antonio Velandia Mora que muestran unos juguetes dignos de la potmodernidad; unos juguetes que fueron “customizados” por Andrea Cano quien decidió fabricar unas muñecas transexuales, pues como afirma Velandia “incluso para los juguetes la diversidad es posible, incluyendo la sexual”.
La exposición presenta dos miradas sobre una misma realidad, por un lado exhibe fotografías de elementos de la naturaleza no humana, en las que en algunos momentos se intuye cierta semejanza con contenidos sexuales, porque la sexualidad suele verse donde no existe y por otra parte explicita las opciones trans, justo allí donde nadie las desea –en muñecas y muñecos-, tal y como les viene sucediendo a lo largo de la historia a esos seres humanos que han decidido transitar hacia la plena existencia de sí mismos/as.
En las fotografías e instalaciones se observan cuerpos masculinos y femeninos desnudos de muñecas, entre ellos Barbies®, Kents® que a diferencia de los que se distribuyen comercialmente nos dejan ver sus genitales.
Estas fotografías e imágenes de “Barbies®”customizadas serán una amenaza para la sociedad. Muy seguramente una de estas muñecas transexuales nunca estará en el estante de una tienda de muñecos, como tampoco nunca suelen estarlo muñecos cuyos genitales se muestren con la inocencia con que se visualiza el cuerpo desnudo de cualquier bebé.
Las Barbies® transexuales no dejan de ser una "amenaza" para la sociedad, quizás no habría muchos padres de familia dispuestos a regalarlas a sus hijos pequeños, pero sí a regalarles a la perversa Barbie® “normal” (si es que puede llamarse normal a una chica de cuerpo imposible y con una realidad marcadamente irreal), esa que quiere trabajar en trabajos típicos de mujeres y llevar vida de millonaria a pesar de las mujeres reales suelen ganar un salario mucho más bajo que el de los hombres; esa Barbie® que en medio del glamour siempre termina siendo ama de casa; esa chica que nunca será trabajadora sexual tal y como les ha tocado ser a la gran mayoría de las trans latinoamericanas, africanas, asiáticas e incluso europeas, a quienes el estigma, la discriminación, la exclusión social y la suma de otros crímenes de odio de los que son víctimas las lleva a alejarse de la escuela y a encontrar en esta forma de producción su única alternativa de subsistencia.
Es importante cuestionarse en este momento no sólo la invisibilidad de las personas transexuales, como también la tendencia actual en la que las niñas y niños ya no desean esa Barbie® que actualmente se encuentra pagando por sus pecados estereotípicos sino una Bratz®, una de esas nuevas muñecas cuyas prendas, maquillajes y accesorios si parece el de algunas estereotipadas trabajadoras sexuales, esas que las niñas en sus juegos poner a bailar protagonizando un video de reggaetton y que no les parecen tan "aburridas" porque se acercan más a su sueño postmoderno consistente en ser, por lo menos, extra en un video de Daddy Yankee.
Las muñecas Barbie® transexuales, como dice Andrea, son esos juguetes que ella no pudo tener cuando de pequeña y siendo niño, soñaba con ser mujer y que ahora siendo adulta transitando a su verdadera esencia ha querido construir como un homenaje a todas aquellas transexuales explicitas u ocultas que se han autorizado a ser lo que realmente siempre quisieron ser.
En una de sus Instalaciones Andrea Cano rememora aquel famoso dibujo conocido como “El Hombre de Vitruvio” realizado por Leonardo Da Vinci en uno de sus diarios y que está acompañado de notas anatómicas. La instalación representa, como en el aquel famoso dibujo, una figura masculina desnuda inscrita en un círculo construida en pétalos de flores y enmarcado ya no por un cuadrado sino por una pantalla de televisión. En ella hay una triada de un mismo ser con el que representa el proceso de transición de un hombre que se ve a sí mismo en una masculinidad transitada y en una escena cotidiana en que una trans-Barbie® con tetas y pene se visualiza a sí misma como figura isométricamente perfecta gracias a su tratamiento hormonal.
Miércoles 31 de marzo 20:00
Abierta hasta el 28 de abril de 2010
Sala Miguel Hernández
Sede Universidad de Alicante
Ramón y Cajal 4, Alicante
Barbie "transexual" é protagonista de exposição na Espanha
Alicante (Espanha), 1 abr 2010
A boneca Barbie trocou de sexo para uma exposição no interior da Espanha. A mostra é organizada pela Associação de Gays, Lésbicas, Bissexuais e Transexuais da cidade de Alicante.
Bonecas Barbie transformadas verão transexual são a grande atração da exposição "Invisíveis: Naturezas Transgressoras", na Espanha, promovida pela associação DecideT de lésbicas, gays, transexuais e bissexuais.
As bonecas foram modificadas por Andrea Cano e pelo fotógrafo Manuel Antonio Velandia.
“Esta exposição é recomendada para o público de todas as idades, uma vez que estamos a pôr de lado a questão da sexualidade como um tabu e as crianças devem saber desde cedo que existe uma diversidade nesta área”, comenta Velandia. Para o fotógrafo, as crianças deveriam aprender desde a infância que as pessoas têm sexo e que alguns podem ter órgãos sexuais masculinos e feminino juntos. No entanto, a polêmica foi instaurada quando a dupla disse que as crianças podem visitar a mostra.
"E essa não deveria ser uma razão para esconder o corpo", explica o responsável. A exposição é recomendada para o público de todas as idades, uma vez que estamos a pôr de lado a questão da sexualidade como um tabu – explicou Velandia.
O objetivo dos organizadores é sensibilizar a sociedade para despertar o respeito à diversidade sexual. A Mattel, fabricante da tradicional boneca, declarou que autorização a alteração da boneca.
A boneca Barbie trocou de sexo para uma exposição no interior da Espanha. A mostra é organizada pela Associação de Gays, Lésbicas, Bissexuais e Transexuais da cidade de Alicante.
Bonecas Barbie transformadas verão transexual são a grande atração da exposição "Invisíveis: Naturezas Transgressoras", na Espanha, promovida pela associação DecideT de lésbicas, gays, transexuais e bissexuais.
As bonecas foram modificadas por Andrea Cano e pelo fotógrafo Manuel Antonio Velandia.
“Esta exposição é recomendada para o público de todas as idades, uma vez que estamos a pôr de lado a questão da sexualidade como um tabu e as crianças devem saber desde cedo que existe uma diversidade nesta área”, comenta Velandia. Para o fotógrafo, as crianças deveriam aprender desde a infância que as pessoas têm sexo e que alguns podem ter órgãos sexuais masculinos e feminino juntos. No entanto, a polêmica foi instaurada quando a dupla disse que as crianças podem visitar a mostra.
"E essa não deveria ser uma razão para esconder o corpo", explica o responsável. A exposição é recomendada para o público de todas as idades, uma vez que estamos a pôr de lado a questão da sexualidade como um tabu – explicou Velandia.
O objetivo dos organizadores é sensibilizar a sociedade para despertar o respeito à diversidade sexual. A Mattel, fabricante da tradicional boneca, declarou que autorização a alteração da boneca.
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